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Il “sistema uomo” è un apparato estremamente sofisticato. Come tutti gli esseri viventi a sangue caldo esso si termoregola in funzione dell’ambiente esterno perciò, per garantire una temperatura costante di 37° C., il nostro corpo attiva delle speciali funzioni tese a raffreddarlo o a scaldarlo.

Nel primo caso si ha la produzione di sudore: quest’ultimo, evaporando, tende ad abbassare la temperatura corporea. Nel secondo caso, in condizioni quindi di ipotermia, il nostro corpo produce il tremore, ovvero contrazioni muscolari ad alta frequenza per produrre calore. La termoregolazione corporea è quindi alla base del corretto funzionamento del nostro organismo. Nella vita quotidiana le sensazioni di freddo e di caldo vengono mitigate semplicemente da un abbigliamento più pesante o più leggero.

Nella pratica sportiva, invece, dove è richiesta la performance, la termoregolazione deve essere calibrata senza sprechi o eccessi. Solo in questo modo il nostro organismo potrà garantire il massimo del rendimento. L'abbigliamento sportivo è iniziato con la fibra naturale, l’unica che si conoscesse.

Questa, a fronte di una sensazione tattile piacevole, dava riscontri negativi a contatto con l’acqua: un capo in lana o in cotone, una volta bagnato, non si asciuga facilmente creando sensazioni sgradevoli ed effetti collaterali nocivi all’organismo.

LA FIBRA SINTETICA

Per lo sport specialmente, occorreva una fibra leggera che asciugasse facilmente, che traspirasse come una fibra naturale e che regalasse positive sensazioni tattili.
Non era una sfida facile ma il progresso tecnologico permise ben presto il raggiungimento di risultati incoraggianti. Le prime fibre sintetiche si asciugavano in pochissimo tempo, ma erano poco confortevoli e generavano cattivi odori.

La strada era ancora lunga. Il concetto di comfort sottende e amalgama, in modo oggettivo\soggettivo, tre componenti: fisiologica, fisico\chimica, psicologica. La soluzione del problema sta nell’equilibrio di questi tre fattori. In linea generale diremo che un capo è confortevole quando veste la giusta misura e influisce positivamente sulla termoregolazione corporea.

Col progredire della tecnologia le fibre sintetiche sono notevolmente migliorate infatti, mentre su una fibra naturale è possibile agire solo a livello di lavorazione, nel campo della sintesi, la manipolazione può avvenire già a livello chimico. Le fibre sintetiche, come dice il termine, sono derivate da sostanze organiche di sintesi che, attraverso il processo di polimerizzazione, si costituiscono in macromolecole filabili



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