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Il polipropilene
EVOLUZIONE: IL POLIPROPILENE

Oggi la fibra dominatrice incontrastata della scena è sicuramente il polipropilene, (PP), un polimero, termoplastico ad elevata tatticità, ovvero dalle numerose proprietà fisiche e reologiche.

IL POLIPROPILENE PESA CIRCA IL 30% IN MENO RISPETTO A LANA E POLIESTERE E HA IL PESO SPECIFICO PIU’ BASSO TRA LE FIBRE TESSILI

A parità di titolo, ovvero di spessore, il PP ha il peso specifico più basso tra le fibre tessili presenti sul mercato; a parità di ingombro, pesa meno. Il medesimo indumento peserà il 32% in meno rispetto all’equivalente indumento in lana e il 34% in meno rispetto all’equivalente indumento in poliestere.



TERMOREGOLAZIONE: UNA BARRIERA TRASPIRANTE

Gli innovativi tessuti DHtech creano una barriera che mantiene costante la temperatura corporea in condizioni climatiche estreme.
La loro capacità di isolamento è pari a quella della lana. Il basso valore del coefficiente di trasmissione termica di un capo realizzato in DHtech riduce la perdita del calore prodotto dal corpo quando questi sia in ambiente freddo.



MASSIMA TRASIPIRABILITÀ

Il polipropilene ha un minore coefficiente di assorbimento dei liquidi e una maggior permeabilità al vapore acqueo rispetto alle altre fibre tessili. Lo scarso assorbimento dell’umidità riduce la quantità di liquido che resta a contatto con la pelle assicurando benefici all’organismo e alla muscolatura. L’alto valore di permeabilità del PP, inoltre, assicura il rapido trasferimento dell’umidità attraverso il tessuto e quindi la massima traspirazione..



RESISTENZA CHIMICA DELLE FIBRE TESSILI

Le qualità batteriostatiche e l’ipoallergenicità del PP isotattico ne fanno la fibra ideale da indossare nello sport anche estremo: laddove le condizioni igieniche sono messe a dura prova e la sensibilità cutanea è sollecitata, questo materiale è in grado di garantire comfort e benessere.
Le qualità del PP sono quindi indiscutibilmente superiori a quelle di ogni altra fibra presente sul mercato, naturale o sintetica che sia.


Perchè dunque il primo e soprattutto il secondo strato di tutto l’abbigliamento sportivo non sono quasi mai in PP?
Esistono due motivi sostanziali ed entrambi importanti:

1) il polipropilene non è un materiale economico, e pertanto, in elevata percentuale, lo si trova solamente in prodotti di gamma media e alta.
2) il polipropilene richiede una grande attenzione in fase di lavorazione, questo spesso induce le  aziende a tralasciarne l’utilizzo.

Il polipropilene dunque, presenta delle enormi difficoltà di lavorazione poichè è una fibra molto sensibile al calore che si sviluppa nei processi industriali (tende a plastificare perdendo le caratteristiche originarie) e presenta una rigidità intrinseca che lo rende fragile e sostanzialmente non elastico.
La sfida era quindi quella di dare elasticità ad un materiale rigido e riuscire a stabilizzarlo, ovvero renderne costante le caratteristiche nel tempo durante i processi di lavorazione. Solo in questo modo era possibile garantire gli elevati standard qualitativi su ogni partita di capo tecnico lavorato.

I tecnici di Athesis srl, con la loro ventennale esperienza sono riusciti, non senza difficoltà e dopo innumerevoli test, a perfezionare un delicato processo di lavorazione a bassa temperatura combinando l’elastan con il polipropilene.
Per ottenere un semilavorato dalle elevate caratteristiche senza modificare la struttura del PP. è necessario un lavoro molto capillare e specializzato. Essendo costretti a stabilizzare il materiale a temperature basse (sotto 100 gradi), la realizzazione di questi prodotti è impegnativa e lenta. Quindi non è ancora possibile produrre questa fibra su larga scala, contrariamente ad altri materiali di sintesi che vengono lavorati ad alte temperatura con procedimenti industriali estremamente veloci.



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